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Capitolo 1: 1939 La nascita del
Sogno |
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Martin Goodman e “Motion
Picture Funnies Weekly”
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Correva l’anno…
26 gennaio: Le truppe di Francisco
Franco conquistano Barcellona: la guerra civile spagnola volge
definitivamente dalla parte dei militari nazionalisti.
2 marzo: Il cardinal Pacelli viene eletto papa con il nome di Pio
XII
15 marzo: Hitler occupa la Boemia e la Moravia: la Cecoslovacchia
cessa di esistere
1 aprile: Fine della guerra civile spagnola: Francisco Franco è
proclamato dittatore
22 maggio: La Germania nazista e l’Italia fascista stipulano il
“Patto d’acciaio”
23 agosto: Hitler e Stalin stipulano il “Patto Ribbentrop-Molotov”
1 settembre: La Germania invade la Polonia: è l’inizio della
seconda guerra mondiale
11 ottobre: Il presidente degli Stati Uniti Roosevelt riceve una
lettera firmata da Albert Einstein per l’approvazione degli
esperimenti sulla bomba atomica (Progetto Manhattan)
Al cinema…
Gone with the Wind (“Via col vento”, USA, regia di Victor
Fleming), il fortunatissimo film ambientato durante la Guerra di
secessione, vincitore di dieci Oscar
The Wizard of Oz (“Il mago di Oz”, USA, regia di Victor Fleming),
celebre musical basato sul libro di Frank Baum
Mr. Smith Goes to Washington (“Mr. Smith va a Washington”, USA,
regia di Frank Capra), considerato uno dei migliori film del grande
regista di origini italiane
Stagecoach (“Ombre rosse”, USA, regia di John Ford), capolavoro
western che consacra il mito di John Wayne
La règle du jeu (“La regola del gioco”, Francia, regia di Jean
Renoir), l’influente capolavoro di Renoir
IN CASA
DC (E NON SOLO)
1939, anno magico per i supereroi.
Gli editori fiutano l’affare e assistiamo a una proliferazione dei
personaggi. Superman, il capostipite arriverà alla
fine del '39 a 19 storie apparse in altrettanti numeri di Action
Comics, tre numeri della rivista omonima e una striscia giornaliera
pubblicata su innumerevoli quotidiani.
Nel maggio del '39 fa
il suo debutto un altro pezzo da novanta in casa DC: Batman,
con le otto storie apparse in Detective Comics. Menzione speciale
per l’albo New York World’s Fair Comics #1, che proporrà il debutto
di Sandman (versione Wesley Dodds), con tanto di maschera e pistola
a gas.
Il ragionier Fox, contabile alla National (DC),
folgorato dai proventi incassati dall’azzurrone, pensò di cavalcare
l’onda aprendo una sua casa editrice e incaricando l’Eisner-Iger
Studios di fornirgli la sua fetta di supereroi. Nacque nel maggio
del '39 WonderMan (su disegni di Eisner) guadagnandosi
immediatamente una causa da parte della DC per violazione del
copyright. Il sostituto prescelto fu The Flame,
magistralmente illustrato da Lou Fine, personaggio capace di
controllare le fiamme recentemente tornato in auge nel progetto
Dynamic.
Fox nell’agosto '39 lanciò una seconda
pubblicazione, Mystery Men Comics, sulla quale debuttarono i
personaggi di Blue Beetle, versione Dan Garret (un
poliziotto che combatte il crimine indossando una tuta a maglie
metalliche e in seguito acquisisce i superpoteri grazie alla
vitamina 2X inventata dal farmacista Franz), e Green Mask.
La casa editrice Centaur lanciò invece a luglio, sulla rivista
Amazing Mystery Funnies, il personaggio Fantom of the Fair,
su disegni di Gustavson (si tratta d un misterioso lottatore dotato
di rifugio sotterraneo) e nel numero successivo Speed
Centaur.
Sulla rivista Keen Detective Funnies
debuttò poi Masked Marvel, eroe mascherato aiutato
da tre pards (ZL, ZX e ZY). Si arriverà addirittura all’omicidio di
uno degli Z, mezzo secolo prima di Robin!
Segnalo inoltre
Amazing Man disegnato da Everett, un personaggio
con incredibili poteri fisici e psichici capace di trasformarsi in
nebbia verde, apparso sull’omonima rivista a settembre.
Shock Gibson, infine, pubblicato sul mensile Speed
Comics (Harvey) a partire dall’ottobre 39 presentava le avventure
della “dinamo umana” contrapposto al vampiresco Barone Von Kampf,
gerarca nazista. |
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Gli anni trenta, negli Stati Uniti, videro anche
il fiorire di riviste a basso costo, dedicate ad un pubblico più
adulto, piene di storie del brivido o fantascientifiche: i pulp
magazine. Le tematiche trattate, che spesso sfociavano nella
violenza e nell’erotismo, attrassero un gran numero di lettori e
allo stesso tempo influenzarono il giovane mercato del fumetto.
Martin Goodman, l’uomo che più di ogni altro avrebbe contribuito
alla nascita dell’universo Marvel, era l’editore di numerose riviste
pulp. Nato a Brooklyn nel 1910, Goodman aveva passato anni lontano
da casa ad esplorare diverse città americane, unendosi ai gruppi di
nomadi e dormendo nei loro campi. Forte di questa esperienza, tornò
a New York per lavorare presso un editore locale, e nel 1932, grazie
ad un prestito, fondò la Western Fiction Publishing, la sua prima
casa editrice. Fin da subito, comunque, Goodman definì la sua
strategia di vendita: fiutare un’idea, vedere se funzionava e in
caso affermativo inondare i negozi con decine di prodotti in tema.
Per evitare almeno parzialmente il problema delle tasse, inoltre,
iniziò a pubblicare materiale sotto moltissime etichette diverse
(sembra addirittura una cinquantina), trend che sarebbe rimasto una
sua caratteristica anche negli anni a seguire. A una tale varietà di
nomi corrispondeva una grande eterogeneità nei contenuti: tra le sue
riviste spiccavano magazine della fantascienza, del crimine, western
e del mistero. Nel 1936, Goodman introdusse il suo primo prodotto
basato su una serie continuativa: Ka-Zar, signore della giungla
nascosta, personaggio dal nome che sarebbe poi stato ripreso in ben
altro contesto dalla Marvel Comics. Nel 1938, l’anno di debutto di
Superman, lanciò infine una rivista dal titolo estremamente
fortunato, col senno di poi… Marvel Science Stories. |
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Goodman fu quindi iniziato ai comics solo nel 1939, per
intercessione di Frank Torpey. Editore e direttore commerciale della
Funnies Inc., Torpey era specializzato nel preparare insieme ai suoi
colleghi albi da vendere a case editrici più grandi. Nonostante
l’assenza di fondi, il gruppo poteva contare su artisti di sicuro
talento, primo fra tutti Bill Everett, scrittore e disegnatore dal
Massachusetts nato nel 1917 e reduce da molteplici esperienze in
riviste e giornali. Martin Goodman, che aveva annotato nei mesi
precedenti il forte potenziale dei comic book e la loro crescente
popolarità, fu convinto da Torpey ad entrare nel campo dei fumetti
dopo che, nell’aprile 1939, aveva visto la luce Motion Picture
Funnies Weekly. Concepito dalla Funnies Inc. come un giornale da
distribuire all’uscita dei cinema e dei teatri, questo albetto in
bianco e nero ha un valore storico eccezionale per la sua
introduzione del primo personaggio Timely: Sub-Mariner. Il
fortissimo e controverso eroe di Atlantide, protagonista di una
breve storia di otto pagine, fu un’invenzione di Everett, che ne
curò trama e disegni. Motion Pictures Funnies Weekly conteneva anche
la prima avventura di American Ace, personaggio creato dal
cartoonist Paul Lauretta. La Funnies Inc. aveva preparato altri tre
numeri della rivista, ma questi non vennero mai stampati:
l’interesse provocato all’uscita fu scarso, e così la casa editrice
decise di chiudere le pubblicazioni. Sembra anche che persino il
primo numero (del quale rimangono oggi pochissime copie in tutto il
mondo) non venne mai davvero distribuito. Al di là del successo
commerciale, in ogni caso, l’albo fu importantissimo perché marcò
l’inizio di un’era… l’era della Marvel. Di lì a poco, infatti,
Goodman decise di iniziare una propria linea di fumetti: la Timely
Comics. E uno dei principali protagonisti di questa nuova casa
editrice fu proprio Sub-Mariner. |
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Sub-Mariner
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E’ stato descritto come “il personaggio Marvel più longevo”, e
anche come “il primo mutante”. Quello che è certo è che Sub-Mariner
fu il primo supereroe (anche se la definizione non sempre gli calza
a pennello) della Timely Comics, e l’unico, insieme con Capitan
America, a godere di grande popolarità anche nella Marvel moderna.
La sua prima avventura, in Motion Picture Funnies Weekly, seppur
breve e in bianco e nero, pose già le basi per una serie unica,
affascinante e a suo modo rivoluzionaria nel variopinto affresco
della Golden Age. Sub-Mariner era infatti completamente diverso
dalla gran parte degli altri supereroi degli anni trenta e quaranta.
Non combatteva al fianco dell’umanità, anzi era un nemico giurato
del mondo di superficie sin dalla sua prima apparizione: è stato
considerato da molti il primo vero antieroe del fumetto. Già nella
storia in Motion Picture Funnies Weekly, poi ampliata e colorata per
Marvel Comics 1, uccide (seppur involontariamente) due sommozzatori,
viene istigato dalla madre Fen, e infine prende dichiaratamente le
parti di Atlantide in una guerra vendicativa contro l’umanità. Bill
Everett riesce insomma a creare qualcosa di nuovo e di intrigante,
un principe sottomarino fedele a un suo codice d’onore, considerato
un eroe dalla sua gente, eppure allo stesso tempo una terribile
minaccia per gli uomini. Un giovane fortissimo, testardo e difficile
da controllare, in perenne lotta contro la società. Molti ragazzini
dell’epoca videro in lui un simbolo della loro vena ribelle e
anarchica, e il personaggio divenne in breve uno dei punti cardine
dell’universo Timely. Già nella primavera del 1941 ottenne quindi
una sua testata personale: Sub-Mariner Comics. |
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Figlio di un marinaio americano e di una principessa atlantidea,
Namor è capace di vivere e respirare sia sott’acqua che in
superficie. Possiede inoltre delle piccole ali ai piedi che gli
permettono di volare, e una forza sovrumana che lo rende quasi
invincibile. La sua particolarissima fisionomia gli permette infine
di invecchiare molto lentamente. Le sue origini risalgono infatti al
1920, quando Leonard McKenzie, capitano di una spedizione verso
l’Antartico, entrò in contatto per la prima volta con la civiltà
sottomarina. Nel tentativo di rompere i ghiacci e tornare verso
l’America, McKenzie e i suoi uomini uccisero involontariamente con i
loro ordigni numerosi atlantidei, la cui capitale sorgeva proprio
nei pressi del continente. L’imperatore Thakorr, credendo che si
trattasse di un attacco deliberato, mandò quindi la sua bella figlia
Fen in esplorazione. La ragazza venne scoperta dalla ciurma e
scambiata per un’umana, seppur con la pelle blu. Il capitano rimase
affascinato dalla creatura, che non comprendeva la sua lingua, e
tentò immediatamente di aiutarla. Nel giro di poco tempo, i due si
innamorano e arrivano persino a sposarsi. Nel frattempo, però,
Thakorr, preoccupato per le sorti della figlia e credendola
prigioniera, spedì dei soldati ad attaccare la nave. Nella guerra
che ne seguì, Fen e Leonard vennero separati e quest’ultimo rimase
apparentemente ucciso. Tornata ad Atlantide, la principessa diede
luce a un bambino dalla pelle rosa, che chiamò Namor. Il nome è una
prova del fascino provato da Everett per l’impero romano: “Namor” è
“Roman” al contrario. Nella sua prima avventura, Fen racconta al
figlio ormai adulto le sue origini, spiegandogli anche che, capitano
McKenzie a parte, l’umanità è malvagia e gli Atlantidei meritano la
loro vendetta. Il giovane decide così di partire in missione in
superficie, accompagnato occasionalmente dalla cugina Lady Dorma. La
nascita di Sub-Mariner è stata raccontata più di una volta, spesso
con sfumature differenti (ad esempio dopo il suo revival nella
Marvel moderna), ma i personaggi e le situazioni principali non sono
mai cambiati. |
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Marvel (Mystery) Comics
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Convinto da Frank Torpey e da un mercato in continua espansione,
Martin Goodman decise quindi di entrare nel 1939 anche nel campo dei
fumetti. L’editore commissionò proprio alla Funnies, Inc. un albo
nuovo, che risultasse appetibile alla marea di giovani lettori e che
esplorasse allo stesso tempo diversi generi, primo fra tutti quello
supereroistico. Il titolo avrebbe dovuto riprendere quello del
precedente pulp di Goodman Marvel Science Stories… una scelta
decisamente saggia, potremmo aggiungere oggi. Il risultato fu Marvel
Comics 1, il primo fumetto edito dalla casa editrice Timely! Se
Motion Picture Funnies Weekly aveva introdotto Sub-Mariner, questo
nuovo albo, datato ottobre 1939, faceva nascere ufficialmente
l’universo Marvel e i suoi straordinari personaggi. Una pietra
miliare della storia dei comics, non solo americani, originariamente
venduta per dieci cents e oggi quasi senza prezzo. Al suo interno,
il recupero della storia di Namor precedentemente apparsa su Motion
Picture, ampliata di quattro pagine e colorata, e le prime
apparizioni della Torcia Umana originale (un’invenzione di Carl
Burgos), di Angel, Masked Raider e Ka-Zar (quest’ultimo direttamente
dai pulp magazine di Goodman). A condire il tutto, la storica
copertina di Frank R. Paul rappresentante l’infuocato androide del
professor Horton. Marvel Comics 1 andò subito a ruba, tanto da
vendere in breve tempo le ottantamila copie progettate
originariamente. La Timely dovette allora ristampare il fumetto,
questa volta datato novembre, per ottenere un successo grandioso: si
parla di ottocentomila albi acquistati. Ironico, allora, che la
neonata casa editrice non avesse ancora un suo staff vero e proprio:
tutti i cartoonist lavoravano per l’”agenzia di package” Funnies,
Inc. |
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Oltre alla nuova edizione della prima
avventura di Sub-Mariner, sulle pagine di Marvel Comics 1 debuttò il
secondo grande protagonista dell’era Timely: la prima Torcia Umana.
Il personaggio che molti anni dopo avrebbe fatto da stampo per la
creazione di Johnny Storm dei Fantastici Quattro era in realtà un
robot inventato dal professor Phineas Horton. Ancora una volta, un
eroe fuori dagli schemi, incompreso (almeno all’inizio) e
potenzialmente pericoloso. Tutti concetti che sarebbero diventati
peculiari nella storia della Casa delle idee. Angel, dal canto suo,
era una specie di detective in costume, senza superpoteri, creato da
Paul Gustavson; conobbe un moderato successo nel decennio
successivo, tanto da apparire in un centinaio di avventure diverse.
Il suo vero nome era Tom Hallaway. Discorso differente per Ka-Zar e
Masked Raider (il primo serial western della Timely, invenzione di
Al Anders), che sarebbero apparsi solo poche altre volte nel corso
della Golden Age. Se si pensa che l’albo conteneva anche una storia
senza un personaggio portante intitolata “Jungle terror”, si può
facilmente intuire come Goodman intendesse attirare il maggior
numero di ragazzi possibile facendo appello ai generi più svariati.
Dal secondo numero, poi, datato dicembre 1939, la testata cambiò
nome in Marvel Mystery Comics; non sono chiare le ragioni di questa
scelta, sta di fatto però che i personaggi e la casa editrice
rimasero gli stessi. Da segnalare che American Ace, il controverso
aviatore creato per Motion Picture Funnies Weekly, tornò brevemente
a far compagnia agli altri eroi con due avventure, per poi cadere
nel dimenticatoio. |
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Goodman comprese subito le enormi potenzialità
della rivista e della Timely Comics in genere. Fu così che,
nell’autunno dello stesso anno, assunse il suo primo cartoonist: Joe
Simon. Nato a Rochester, New York, nel 1913, il giovane autore aveva
iniziato disegnando per vari giornali, ed era arrivato alla Funnies,
Inc. verso la fine degli anni trenta. Abile anche come scrittore ed
editore, passò quindi alla Timely e ne divenne subito il primo
editor-in-chief (redattore capo). In breve, si sarebbe dimostrato
molto importante per Goodman e la sua linea di fumetti. Gli altri
artisti che stavano collaborando a Marvel (Mystery) Comics, dal
canto loro, preferirono per il momento restare alla Funnies; tra
questi v’erano appunto Bill Everett, Carl Burgos e Paul Gustavson. |
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La Torcia Umana originale
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I primi due grandi protagonisti della scuderia Timely erano, a
loro modo, innovativi ed immediatamente riconoscibili nel panorama
fumettistico dell’epoca. Entrambi dei freak, avevano un aspetto
minaccioso e nelle loro prime uscite provocarono certamente più
danni che azioni eroiche. E se Sub-Mariner traeva il suo potere
dall’acqua e dall’oceano, la prima Torcia Umana incarnava la furia
incontrollata del fuoco. Una contrapposizione che deve subito aver
colpito e affascinato i giovani lettori dell’epoca, tanto più che i
due “eroi” condividevano le pagine di Marvel (Mystery) Comics. La
prima storia della Torcia è, comprensibilmente, ben lontana dai
canoni supereroistici, condita com’è di toni fantascientifici e
vagamente inquietanti. Solo col passare dei mesi la serie si assesta
su binari più tradizionali, con il protagonista che combatte il
crimine e collabora con la polizia. Per molto tempo, in ogni caso,
il personaggio si rivela per certi versi ancora più controverso di
Sub-Mariner, a causa della paura (e dell’odio) che la gente comune
prova per lui nonostante tutti i suoi tentativi di aiutarla. Come
molti dei personaggi Timely, la Torcia Umana era stata inventata da
un solo cartoonist, Carl Burgos, che ne aveva curato storia, disegni
e perfino il lettering. Si trattava, ancora una volta, di un artista
newyorchese, nato nel 1916 e reduce da diverse esperienze nel mondo
dei periodici e dei comics. A partire dal fatidico Marvel Comics 1,
comunque, Burgos divenne uno dei pilastri della compagnia di Goodman,
e il suo personaggio uno dei più popolari dell’epoca. Non a caso la
Torcia Umana fu il primo eroe Timely ad acquisire una testata
personale, nel 1940. |
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La sua prima avventura introduceva uno
scienziato, il professor Phineas Horton, che era stato capace di
creare un androide in tutto somigliante ad un essere umano. Qualcosa
era però andato storto durante l’esperimento, cosicché il robot, al
contatto con l’aria, si infiammava e bruciava. Incapace di
controllare la sua stessa “creatura”, Horton decide allora di
imprigionarla per sempre per evitare di provocare danni. La Torcia
Umana, tuttavia, riesce a scappare e impazza per la città, causando
involontariamente un incendio e attirando l’attenzione dei media e
delle forze dell’ordine. L’androide, ancora senza un’identità
civile, è comunque capace di provare emozioni e possiede un animo
nobile che lo porta a cercare di collaborare con la giustizia e allo
stesso tempo a disperarsi per la sua condizione di reietto. I suoi
fantastici poteri, d’altro canto, gli permettono di volare e
controllare le fiamme che produce, così da poterle usare come arma
contro gli aggressori. La Torcia avrà modo di usare le sue abilità
già al termine della sua prima avventura, quando affronta il
gangster Sardo, che aveva tentato di usarlo per i suoi loschi scopi.
Successivamente arrestata dalla polizia, la creatura racconta
davanti al giudice la sua storia, e la corte la riassegna al
professor Horton. Una volta nel laboratorio, però, questi afferma di
voler trarre profitto dalla sua invenzione, cosicché la Torcia,
disgustata, lo abbandona fuggendo dal palazzo. Temuto e solitario,
l’androide vive le sue successive avventure in perenne contrasto con
sé stesso e con la società, affrontando di volta in volta pericolose
minacce. |
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Capitolo 2 |
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