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Capitolo 2: 1940 Arrivano Stan e
Jack |
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Il 1940 fu un anno decisamente importante nella storia della Timely
Comics. Martin Goodman decise di puntare con più decisione sulla
casa editrice che aveva fondato solo qualche mese prima e, complice
la situazione non rosea delle sue riviste pulp, finanziò la nascita
di nuovi progetti e nuove testate. Nacquero così Daring Mystery
Comics, Mystic Comics e, soprattutto, Human Torch Comics, la prima
serie regolare dedicata alla Torcia Umana. Albi come questi
servivano soprattutto ad introdurre personaggi che attirassero
l’attenzione del pubblico, tentando di replicare il successo di
Marvel Mystery Comics. Nel giro di pochi mesi, infatti, il neonato
universo Timely sarebbe già stato affollato di dozzine di eroi e
criminali in costume. L’evento più importante dell’anno, tuttavia,
fu senza dubbio un altro, ovvero l’ampliamento dello staff con
l’assunzione di due cartoonist destinati ad entrare nella leggenda
del fumetto: Jack Kirby e Stan Lee! |
Correva l’anno…
9 aprile: La Germania nazista invade Danimarca
e Norvegia, sostenute dall’Inghilterra.
10 maggio: Winston
Churchill succede a Neville Chamberlain come primo ministro del
Regno Unito.
13 maggio: La Germania inizia l’invasione della
Francia attraversando il fiume Mosa.
20 maggio: Il campo di
concentramento nazista di Auschwitz diventa operativo.
26
maggio: Inizia la Battaglia di Dunkerque tra la Germania e le forze
anglofrancesi: la Francia viene occupata ma migliaia di soldati
inglesi riescono a fuggire.
10 giugno: L’Italia fascista
dichiara guerra a Francia e Gran Bretagna a fianco della Germania.
22 giugno: Pace tra la Francia sconfitta e la Germania: fine
della cosiddetta drôle de guerre.
7 settembre: Battaglia
d’Inghilterra: la Luftwaffe inizia il bombardamento strategico di
Londra per 47 notti consecutive.
27 settembre: Germania,
Italia e Giappone firmano il Patto Tripartito.
29 dicembre:
La Luftwaffe tedesca sgancia numerose bombe incendiare su Londra,
distruggendo molti edifici storici.
Al cinema…
Pinocchio (“Pinocchio”, USA,
regia di Ben Sharpsteen, Hamilton Luske, Norman Ferguson, T. Hee,
Wilfred Jackson, Jack Kinney e Bill Roberts), il secondo
lungometraggio animato della Walt Disney, enorme successo critico e
commerciale.
The Great Dictator (“Il grande
dittatore”, USA, regia di Charlie Chaplin), primo vero film sonoro
di Chaplin, grande satira sulla follia nazista ricordato come uno
dei capolavori del regista.
Fantasia
(“Fantasia”, USA, regia di James Algar, Ben Sharpsteen, David D.
Hand, Samuel Armstrong, Ford Beebe, Norman Ferguson, Jim Handley, T.
Hee, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Bill Roberts e Paul
Satterfield), terzo lungometraggio della Disney, considerate da
molti il suo capolavoro.
Rebecca (“Rebecca,
la prima moglie”, USA, regia di Alfred Hitchcock), primo film
americano di Hitchcock, vincitore di due premi Oscar.
The Grapes of Wrath (“Furore”, USA, regia di John
Ford), capolavoro del regista, narra la storia di una famiglia
americana che, dopo aver perso tutto nella grande depressione,
finisce col migrare in California.
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L’assunzione di Jack Kirby e Stan Lee
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Avendo definitivamente capito quanto potesse
essere remunerativo il campo dei comics, e dopo l’ingaggio di Joe
Simon come editor-in-chief, Goodman riuscì a mettere sotto contratto
nel 1940 un altro giovane artista di sicuro talento: Jack Kirby. Nato come Jacob Kurtzberg nel 1917 a New York, il cartoonist
proveniva da una famiglia di immigrati austriaci ebrei. Da
ragazzino, per sua stessa ammissione, si ritrovava spesso coinvolto
in risse con coetanei nella sua Suffolk Street; queste esperienze
gli saranno di ispirazione quando creerà negli anni sessanta la
Yancy Street Gang per i Fantastici Quattro. Kirby manifestò comunque
subito una spiccata propensione per il disegno, che imparò da
autodidatta: ancora teen-ager, ebbe le sue prime esperienze in
diverse riviste del settore. Prima dell’inizio del decennio aveva
già lavorato con gente del calibro di Will Eisner, usando una
miriade di soprannomi diversi. Fu come Jack Kirby, però, che iniziò
a collaborare con Joe Simon per la Fox Feature Syndicate, prima che
quest’ultimo passasse alla Timely. Da editor-in-chief della casa
editrice di Goodman, tuttavia, Simon si ricordò del suo vecchio
compagno e Kirby fu assunto come scrittore e (soprattutto)
disegnatore. |
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Il compito principale della coppia di artisti era
quello di creare nuovi personaggi sulla scia dei già famosi Sub-Mariner e Torcia Umana. Videro così la luce nei mesi successivi
numerosissime storie molto diverse per trame e ambientazioni,
nessuna delle quali in realtà riuscì davvero a spiccare sulle altre.
La creazione di superstar dall’immediato impatto sul pubblico,
Goodman dovette capire, non era una cosa che poteva accadere tutti i
giorni. Nel frattempo, Simon e Kirby introducevano eroi pittoreschi
e dalla breve vita come Marvel Boy e Captain Daring. A novembre fu
invece la volta del più fortunato Vision, primo segnale del grande
contributo che i due cartoonist avrebbero potuto dare alla Timely e
alla storia del fumetto. Il tratto ancora acerbo, ma già potente
e dinamico di Kirby, unito alle trame di Simon (ma in realtà i due
collaboravano entrambi sia alla storia che alle matite) contribuì a
fondare un nuovo tipo di approccio ai comic book, cambiando il volto
della casa editrice di Goodman. Presto si sentì allora il bisogno di
una nuova recluta che potesse aiutare la coppia nel loro lavoro. Fu
così che, alla fine del 1940, la Timely assunse l’appena
diciassettenne Stanley Lieber, l’uomo che sarebbe diventato una
leggenda del fumetto con il nome di Stan Lee!
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Nato nel 1922 a New
York, figlio di immigrati rumeni, il giovanissimo cartoonist aveva
già svolto negli anni precedenti numerosi lavoretti di vario genere,
dimostrando nel frattempo una grande passione per la letteratura e
un talento non comune per la scrittura. Stan era inoltre un cugino
della moglie di Goodman, cosicché, grazie anche all’intercessione
dello zio Robbie Solomon, ottenne un posto come assistente per la
casa editrice. Il ragazzo sognava in realtà di diventare un
romanziere, e guardò inizialmente al suo impiego alla Timely come
una soluzione temporanea. “Sentivo che avrei scritto un giorno la
Great American Novel e non volevo usare il mio vero nome su questi
sciocchi fumetti”, confessò in un’intervista molti anni più tardi.
In realtà, Lee avrebbe dovuto aspettare il 1941 prima di veder
pubblicata una sua storia; nei primi mesi della sua permanenza fu
infatti utilizzato come aiutante tuttofare. Ironicamente, tuttavia,
come avvenne per Jack Kirby, anche Stanley Lieber sarebbe diventato
famoso in tutto il mondo con il suo soprannome, che avrebbe in
seguito addirittura adottato legalmente.
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A gennaio, con le
copertine di Marvel Mystery Comics 3 e Daring Mystery Comics 1,
aveva frattanto debuttato Alex Schomburg, un artista
trentaquattrenne nato in Porto Rico che sarebbe diventato un’icona
della Timely degli anni quaranta. Lavorando come freelance, il
talentuoso disegnatore si specializzò soprattutto in cover ad
altissimo impatto grafico, che sfidavano la prospettiva e
ammiccavano al lettore. “Schomburg fu per il fumetto quello che
Norman Rockwell fu per il Saturday Evening Post”, ha dichiarato
ancora un entusiasta Stan Lee. |
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Nuove serie e nuovi eroi
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Nel 1940, dunque, Martin Goodman decide di
capitalizzare sul successo di Marvel Mystery Comics e di sfidare la
concorrenza introducendo quasi contemporaneamente due nuove testate
antologiche: Daring Mystery Comics e Mystic Comics. L’intenzione è
quella di proiettare immediatamente la neonata Timely nel circuito
delle giganti del settore supereroistico, e di competere
direttamente con compagnie come la National Comics (la futura DC).
Il tentativo iniziale, tuttavia, è infruttuoso: Goodman cerca subito
e a tutti i costi di creare un personaggio di successo, introducendo
in pochi mesi una marea di eroi e comprimari. In questo modo, però,
non diede al pubblico il tempo e la possibilità di affezionarsi alle
nuove storie e ai loro team creativi. Daring Mystery Comics, che
debutta già a gennaio, è chiaramente un tentativo di proporre a
rotazione personaggi sulla scorta di quelli già famosi che appaiono
su Marvel Mystery. Ogni albo contiene sei o sette avventure, ognuna
con un protagonista diverso, normalmente non più lunghe di dieci
pagine. Il mese successivo altri eroi sarebbero stati introdotti,
senza alcun rispetto dell’omogeneità grafica e creativa della
testata: solo un paio di essi, più fortunati, appaiono per due o tre
storie di fila. Addirittura, di tanto in tanto l’albo viene sospeso
per poi riapparire dopo qualche tempo con situazioni e cartoonist
differenti. Non stupisce, allora, che l’esperimento sia durato solo
otto numeri, soppresso nel gennaio del 1942. |
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Molto simile, comunque,
l’esito di Mystic Comics. La pubblicazione apre i battenti a marzo,
con il neonato Blue Blaze come personaggio portante “ufficiale”. In
realtà, anche in questo caso Goodman tenta di far presa su un ampio
settore di pubblico proponendo una miriade di nuovi characters, la
maggior parte dei quali destinati a non apparire mai più. E come
Daring Mystery, anche questa testata verrà pubblicata a singhiozzo
sino al numero dieci, dell’agosto 1942. Gli eroi che fanno la
loro prima apparizione in questi mesi hanno tutti costumi sgargianti
e nomi altisonanti che poco o nulla dicono al lettore moderno, ma
che si inseriscono perfettamente nell’affollato quadro della Golden
Age. Fiery Mask (che debutta in Daring Mystery Comics 1) è un
giovane dottore tramutato involontariamente da un mostruoso
scienziato pazzo in un superessere dai mille poteri e dalla forza
sovrumana. Nelle poche avventure che gli vengono concesse, affronta
minacce sovrannaturali come zombie e demoni; oggi è ricordato
soprattutto per essere stato la prima invenzione Timely di Joe
Simon. Nello stesso Daring Mystery 1, comunque, troviamo Monako (un
mago con tanto di smoking nemico del crimine) il capitano Barney
Mullen e il Detective Denton. C’è spazio persino per un serial
western: il protagonista si chiama Texas Kid e non comparirà mai più
in un albo a fumetti. Il numero successivo introduce invece il
giustiziere Laughing Mask, creazione di Will Harr e Maurice Gutwirth,
che uccide i suoi avversari indossando una maschera da teatro. Il
mese dopo, senza preavviso, diventerà l’eroe Purple Mask. Scarsa
fortuna hanno anche i nuovi Mister E., Falcon e Phantom Bullet, così
come il primo Marvel Boy, alias Martin Burns, creato da Simon e
Kirby. Goodman tenta anche la carta Tarzan e così in Daring Mystery
2 debutta Trojak “l’Uomo Tigre”, ragazzo bianco allevato da una
tribù africana che compare fino al numero 6 della rivista. Stuporman
di Harry Douglas è infine una delle prime parodie del fumetto
supereroistico. |
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In Mystic Comics 1, nel frattempo, fa la sua
apparizione Blue Blaze, bizzarro vigilantes nato nell’ottocento e
rimasto in ibernazione fino agli anni trenta; è un’altra invenzione
di Douglas. Nello stesso albo la Timely introduce il suo primo
“supergruppo” (anche se i membri non possiedono veri superpoteri):
si tratta dei detective 3Xs. Nei mesi successivi vedono la luce
sulla testata molti altri personaggi, da Master Mind Excello a Thin
Man, quasi tutti ormai dimenticati. L’unica eccezione è
probabilmente la terrificante Black Widow, di George Kapitan e Harry
Sahle, che debutta nel numero 4 e, nonostante l’esiguo numero di
storie prodotte, resta uno dei migliori risultati della casa
editrice. Claire Voyant, bionda medium capace di comunicare con i
morti, viene uccisa da un cliente infuriato; subito è resuscitata da
Satana in persona come agente in grado di uccidere con un solo tocco
e di portare così all’inferno le anime dei criminali. Da notare,
comunque, come la Timely, indipendentemente dal personaggio in
questione, iniziasse ad inserire nelle storie riferimenti più o meno
velati alla guerra in Europa, talvolta facendo lottare i suoi eroi
contro tiranni che non potevano che ricordare i nazisti. |
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L'Universo Timely
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Con l’aumento del numero e delle uscite mensili
delle sue pubblicazioni a fumetti, Goodman decise fin da subito di
adottare una tattica che aveva già sperimentato con i pulp magazine:
utilizzare molte etichette diverse sulle varie copertine dei suoi
comics. Le avventure dei supereroi Timely presero così ad uscire
sotto una marea di “marchi” differenti, il più importante dei quali
era probabilmente la Red Circle. Le ragioni di questa mossa erano
molteplici: prima di tutto, se fosse risultato proprietario di
numerose piccole compagnie piuttosto che manager di una casa
editrice più grande, Goodman sarebbe riuscito a pagare meno tasse;
il fallimento di una di queste effimere etichette, inoltre, avrebbe
avuto effetti meno catastrofici sull’intera linea di fumetti. Non
bisogna farsi ingannare, comunque, sulla miriade di nomi diversi che
l’editore introdusse negli anni quaranta e cinquanta: tutti gli albi
in questione erano infatti parte della Timely Comics. |
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La sostanziale
unità di tali pubblicazioni venne sancita per la prima volta proprio
nel 1940, sulle pagine di Marvel Mystery 8 e 9 (usciti
rispettivamente a giugno e luglio): la storia in questione è il
primo, epico scontro tra Sub-Mariner e la Torcia Umana! I due grandi
protagonisti della scuderia di Goodman si trovano a lottare l’uno
contro l’altro per le strade di New York, in una grandiosa
dimostrazione della loro forza e dei loro poteri. Si trattava di un
vero e proprio crossover tra i due serial Timely più seguiti, che
dimostrava senza ombra di dubbio che i supereroi della casa editrice
abitavano nello stesso universo narrativo. Uno dei concetti
fondamentali della futura Marvel Comics, dunque, era stato piantato:
tutti (o quasi) i personaggi pubblicati, pur vivendo avventure
diverse, potevano incontrasi e conoscersi, le vicissitudini dell’uno
a volte influenzando la vita degli altri. L’idea di uno shared
universe, inoltre, era una novità pressoché assoluta per tutti i
fumetti dell’epoca, che presto avrebbe acquistato una grande
importanza per l’intera industria. Cosa forse più importante per
Goodman, il crossover fu un successo, attirando molti lettori e
portando nuova linfa alla Timely dopo i fallimenti delle testate
antologiche Daring Mystery e Mystic Comics. Alcuni dubbi,
tuttavia, permangono sulla paternità della storia: sembra che l’idea
iniziale sia stata di Bill Everett e Carl Burgos (i due artisti che
avevano creato e che continuavano a curare i due personaggi). Il
canovaccio sarebbe poi stato passato agli scrittori John Compton ed
Hank Chapman per la sceneggiatura. Goodman, inoltre, e forse lo
stesso Joe Simon, hanno avuto probabilmente un piccolo ruolo nel
definire i dettagli. I disegni, invece, sono sicuramente di Everett
e Burgos, con il primo a illustrare Namor e il secondo la Torcia
Umana.
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Così, su Marvel Mystery Comics 8, Sub-Mariner attacca a viso
aperto gli Stati Uniti dopo essere stato temuto e attaccato per i
suoi precedenti misfatti. L’atlantideo riesce a provocare il panico
e a sgominare le forze di polizia, addirittura liberando le bestie
dallo zoo del Bronx e distruggendo la cima dell’Empire State
Building. È a questo punto che interviene la Torcia, che si erge a
difensore dell’America e contrattacca, dimostrandosi un valido
avversario anche per Namor. In realtà, lo scontro vero e proprio viene narrato solo su Marvel
Mystery 9, dato che nel numero precedente si era mostrato in due
storie differenti la furia di Sub-Mariner e il tentativo
dell’androide di riparare i danni. A luglio, però, in un racconto di
lunghezza doppia (ventidue pagine) la battaglia tra i due
superesseri viene mostrata in tutto il suo splendore, fino alla
situazione finale di stallo: Namor riesce ad intrappolare
l’avversario in una capsula in assenza di ossigeno, ma allo stesso
tempo non può andarsene né colpirlo perché riattiverebbe i suoi
poteri. L’ultima vignetta si rivolge direttamente ai lettori
entusiasti, incitandoli a dire la loro e a scegliere il vincitore.
La soluzione ufficiale arriva nella prima tavola del numero
successivo, quando viene spiegato che la polizia riesce a riportare
l’atlantideo alla ragione, assicurandogli che la Torcia non gli darà
più fastidio se lascerà New York. Prevedibilmente, dunque, lo
scontro fra i due titani finisce in un pareggio, forse anche per il
fatto che nessuno dei due cartoonist avrebbe voluto vedere il suo
personaggio perdere.
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Nell’estate del 1940, inoltre, Goodman
decise definitivamente di smettere di contare sui prodotti e sullo
staff della Funnies Inc. per creare un bullpen tutto suo. Numerosi
artisti e scrittori stavano già collaborando attivamente con la
Timely, sotto la supervisione di Joe Simon. Il passo successivo fu
quello di ingaggiare cartoonist quali Bill Everett e Carl Burgos,
che iniziarono così a percepire salari più alti (dato che la Funnies
detraeva dai loro stipendi i soldi che guadagnavano da Goodman). La
piccola agenzia di package si trovò in pochi mesi anche costretta a
vendere alla casa editrice i diritti di Sub-Mariner e della Torcia
Umana, gli unici due personaggi che la Timely continuava a comprare. |
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Human Torch Comics
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Nonostante gli insuccessi di Daring Mystery
Comics e Mystic Comics, Martin Goodman decise comunque di puntare
nell’agosto del 1940 sul lancio di una nuova collana: Red Raven
Comics. Per la prima volta, la Timely pubblica quindi una testata
basata (come indica il titolo) su un solo personaggio portante.
Ovviamente, come era costume all’epoca, l’albo conteneva anche le
storie di altri sei eroi, ma si trattava in questo caso di character
minori, che facevano solo da appendice all’avventura principale. Red
Raven era un personaggio per certi versi atipico, le cui origini
sono forse addirittura più fantasiose di quelle degli altri eroi di
Goodman. Da bambino (il suo nome “civile” non viene rivelato)
l’aereo pilotato dai suoi genitori si schianta contro un’isola
volante abitata da misteriosi uomini con le ali. Unico sopravvissuto
del disastro, viene quindi adottato dal loro re, che gli spiega come
il suo popolo si sia evoluto dagli uccelli. Una volta adulto, e
dotato di una tecnologia avanzata e di un costume alato, Red Raven
torna quindi sulla terra come giustiziere. La storia di Joe Simon e
Louis Cazeneuve non è inferiore a molte altre prodotte dalla Timely
in quel periodo, ma Goodman ritiene probabilmente che il personaggio
non abbia un futuro sul mercato e decide di chiudere la collana dopo
il solo primo numero. Red Raven Comics diviene quindi il peggior
insuccesso della compagnia, che a questo punto, nonostante le ottime
vendite di Marvel Mystery Comics, si trova a navigare in cattive
acque. Per competere con case editrici già affermate come la
National Comics, la Quality Comics e la Fawcett Publishing Goodman
aveva bisogno di un hit che attirasse immediatamente i lettori. La
soluzione, ironicamente, era da ricercare all’interno del parco
testate già esistente: se la Torcia Umana aveva acquisito una buona
popolarità, allora forse era giunto il momento di sfruttarla
affidando al personaggio una testata tutta sua. |
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Nell’autunno del 1940 debuttò quindi nelle
edicole Human Torch Comics, la prima serie
regolare Timely basata su un grande eroe, che seguiva proprio la
numerazione della defunta Red Raven Comics. Il primo numero della
rivista fu quindi il 2, anche se poi l’anno successivo vi furono due
numeri 5, cosicché tutto fu riportato alla normalità. Quello che è
importante, comunque, è che l’esperimento funzionò e la testata
della Torcia divenne una delle più importanti serie supereroistiche
dell’epoca. Con Human Torch Comics Martin Goodman aggiustò
finalmente la rotta: l’albo conteneva infatti anche alcune storie
d’appendice, ma questa volta oltre alla Torcia Umana (che rimaneva
la star della testata) appariva anche Sub-Mariner, l’altra grande
creazione Timely. Tutti gli elementi insomma, dalla copertina ai
personaggi utilizzati, suggerivano al lettore che si trattava di una
rivista in grande stile, con all’interno il meglio dell’azione
supereroistica. Da notare inoltre come la testata uscisse a cadenza
trimestrale, un numero per stagione. I cartoonist che curano le
storie principali sono ancora una volta Carl Burgos e Bill Everett,
che continuano a occuparsi dei soggetti e delle matite
rispettivamente della Torcia e di Sub-Mariner. |
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In Human Torch Comics
2 debutta inoltre Toro, il partner teen-ager dell’eroe. Si tratta di
una novità assoluta in campo Timely, che segue di soli pochi mesi
l’introduzione di Robin sulle pagine di Batman per la rivale
National Comics. L’idea di inventarsi una giovane spalla per gli
eroi più affermati era vincente e Goodman non se la fece scappare. I
ragazzini dell’epoca si immedesimavano infatti negli aiutanti dei
loro personaggi preferiti, troppo adulti e infallibili per essere
davvero simili a loro. Toro, in particolare, era un adolescente
rimasto orfano dopo la scomparsa di entrambi i genitori in un
incidente ferroviario. Proprio in quell’occasione viene scoperto dai
membri di un circo, che si accorgono che il ragazzino è immune al
fuoco e può addirittura controllarlo: a causa di queste
straordinarie abilità viene quindi arruolato come attrazione negli
spettacoli della compagnia. Poco tempo dopo la Torcia Umana lo nota
durante un’esibizione e gli insegna a controllare i suoi poteri.
Toro accetta subito di affiancare l’eroe nella sua lotta contro il
crimine; le prime avventure della coppia, tuttavia, non sono prive
di incidenti, con il testardo ragazzino spesso rimproverato dalla
Torcia. Fin da subito, insomma, Burgos riesce a sviluppare il
rapporto tra i due protagonisti e ad interessare i lettori. |
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Le altre storie del 1940
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Dopo le rispettive prime apparizioni su Motion
Picture Funnies Weekly e Marvel Comics 1, nel 1940 i serial di
Sub-Mariner e della Torcia Umana divennero più complessi e
interessanti. Namor, in particolare, che già l’anno precedente si
era dichiarato nemico della razza umana per conto di Atlantide,
decise di sbarcare a New York e subito causò il panico. In realtà,
fin dalle sue prime avventure, il personaggio si dimostrò ambiguo e
accattivante, ben diverso dai classici villain che infestavano
decine di fumetti dell’epoca: fedele a un suo codice d’onore e tutto
sommato difensore della propria patria, Namor non si scatenava mai
volontariamente sui cittadini indifesi, sulle donne e sui bambini.
La sua stessa invasione del mondo di superficie poteva essere fatta
risalire sostanzialmente ad un equivoco, scaturito a sua volta dalle
battagliere parole della madre Fen e del nonno Thakorr, convinti
della cattiveria degli esseri umani. La situazione cambiò per la
prima volta già a gennaio, sulle pagine di Marvel Mystery Comics 3,
grazie all’introduzione della poliziotta Betty Dean. Coraggiosa ed
intraprendente, la donna non esita a fare da esca per tentare di
arrestare Sub-Mariner, accorgendosi però subito della sua nobiltà;
nello stesso numero riesce quindi a convincere l’atlantideo a
schierarsi dalla parte degli americani contro i nazisti (che da
questo momento vengono definitivamente inquadrati come il nemico
comune delle forze del bene). Betty diventerà con il passare dei
mesi uno dei personaggi più importanti della serie e una vera amica
di Namor.
Nelle successive avventure Sub-Mariner chiederà
addirittura in più occasioni a Thakorr il permesso di usare la
flotta del regno (dotata di improbabili aerei subacquei) contro la
minaccia tedesca, riuscendo a sgominare l’avversario ad ogni
occasione. In Marvel Mystery 6, tuttavia, il personaggio viene
processato dalla giustizia americana per i suoi passati crimini e,
nonostante i recenti atti eroici, condannato a morte. Namor riesce
comunque a fuggire e, accecato dalla rabbia, attacca gli Stati Uniti
praticamente da solo; il suo tentativo sarebbe probabilmente andato
a buon fine se la Torcia Umana non fosse intervenuta e i due
superesseri non avessero dato inizio all’epico scontro mostrato sui
numeri 8 e 9 della rivista. A questo punto la creatura di Everett
si ritrova sola e disprezzata, dato che anche l’imperatore Thakorr
lo sospende momentaneamente dalle sue funzioni per il fallimento
dell’invasione del mondo di superficie. Ad aiutarlo nelle sue
successive avventure sarà quindi la bella Lady Dorma, che aveva
esordito proprio nella prima storia del personaggio. Namor riesce
comunque in breve a riconquistare la fiducia di Thakorr e
addirittura ad essere acclamato come un eroe dagli Stati Uniti, dopo
che su Human Torch Comics 3 sgomina due tentativi di invasione da
parte di potenze europee.
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Nel corso del 1940 la Torcia Umana compie
un simile percorso di riabilitazione, passando dalla condizione di
reietto senza un’identità civile a quella di difensore riconosciuto
di New York. Se infatti nelle sue prime storie la Torcia combatteva
per il bene di una nazione che non faceva che perseguitarlo, in
Marvel Mystery 4 inizia a collaborare attivamente con la polizia,
inventandosi anche il nome “umano” di Jim Hammond.
A maggio, poi,
nel numero 7 della rivista, la svolta definitiva: il protagonista
entra come membro speciale nelle forze dell’ordine della Grande Mela
e subito (come visto) deve affrontare uno scatenato Sub-Mariner. Nei
mesi successivi la Torcia si scontra con avversari dall’aspetto e
dalle origini più disparate: gangster, politici corrotti e persino
mostri infuocati provenienti da regioni lontanissime. In autunno,
nel frattempo, aveva esordito la testata ufficiale del personaggio, Human Torch Comics, con la prima apparizione del giovane partner
Toro. In inverno è infine ancora la volta di una minaccia
filonazista dall’Europa, quando i dittatori dello stato di Slaveland
tentano di usare il ragazzo per i loro loschi scopi. Nelle storie
dei principali eroi Timely, in sostanza, diventano sempre meno
velati gli attacchi contro la Germania hitleriana, che nel 1940 non
era ancora formalmente un’avversaria degli Stati Uniti. |
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Da segnalare inoltre come in Marvel Mystery Comics apparissero le
avventure di altri personaggi più o meno noti, il più fortunato dei
quali fu senza dubbio il giustiziere Angel. L'eroe si distingueva
dalla grande maggioranza dei suoi colleghi per la sua assenza di
maschera e di poteri particolari, e per il suo metodo di
investigazione più realistico. Un parziale tocco di sovrannaturale
fu aggiunto in Marvel Mystery 11, dove Angel acquisì la “cappa di
Mercurio” che gli permetteva di volare. Nel numero 13 della testata
debuttò invece Vision, alias Aarkus, celebre creazione di Joe Simon
e Jack Kirby proveniente da un’altra dimensione ma decisa a
combattere il crimine sulla Terra. Molti anni dopo servirà come
stampo per la creazione della moderna Visione della Marvel Comics. Su Red Raven Comics 1 debutta infine, in una back-up story, Mercury,
altro personaggio disegnato da Kirby che rappresentava inizialmente
il dio greco ma che verrà reinterpretato dalla casa editrice in
epoca moderna (precisamente come Makkari degli Eterni). |
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