Storia (Originale) > 01

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Untold Legend Of Captain Marvel (1997) #002 - Storia 01

Genere: Super-Heroes
Captain Marvel

Hero


Pagine: 32 | Forma: Storia classica

Pencils
Scott Kolins
Inks
John Lowe
Colors
John Kalisz
Lettering
Jim Novak




Sinossi:

Mar-Vell sogna: immagini della sua infanzia, di quando sua madre lo portò alla sua nuova casa, l'Accademia Militare della sua regione, il posto dove sarebbe diventato un uomo. Mar-Vell non voleva andarci però, voleva rimanere con sua madre, e pianse molto. Ma la donna lo invitò a non piangere: era giunto il momento che suo figlio divenisse un elemento utile dello Stato, lei non poteva più proteggerlo, doveva unirsi a suo marito nell'esercito. Così disse addio a suo figlio, esortandolo ad essere forte. Poi Mar-Vell si sveglia: è nell'infermeria del Pama, accanto a lui la dottoressa Una, che lo informa del fatto che gli Skrull sono stati messi in fuga, mentre lui ha riportato lievi ferite alla testa ed alla spalla destra, tuttavia è consigliabile che non compia sforzi eccessivi nei prossimi giorni. In quel momento entra nella sala medica un soldato semplice, che riferisce a Mar-Vell di alcuni tafferugli che stanno avvenendo nella baia di lancio due. Nonostante la raccomandazione di poco fa di Una,  l'eroe scende dal letto, indossa la sua uniforme e si reca a controllare. Nel luogo indicato dal soldato semplice vi sono i quattro componenti della Guardia Imperiale Shi'Ar, Smasher, Starbolt, Fang e Oracolo, che nonostante il parere contrario di Yon-Rogg vogliono subito andarsene da questa neve insieme alla reggente che stanno scortando e proteggendo. Un manipolo di soldati kree si para sulla loro strada, ma una raffica infuocata di Starbolt ne disperde rapidamente le fila. I quattro componenti della Guardia credono di avere ormai via libera, ma improvvisamente dalle fiamme emerge Mar-Vell, che invita con decisione i quattro a non compiere un ulteriore passo. Smasher non vede di buon occhio questa esortazione e prova a colpire con un pugno Mar-Vell, che però lo evita, afferrando poi lo Shi'Ar per un braccio e scagliandolo contro dei macchinari. Fang allora prova a cogliere di sorpresa l'eroe kree, ma costui si gira rapidamente ed afferra l'essere ferino alla gola, lanciandolo poi riverso sul pavimento. La scaramuccia pare non avere intenzione di terminare, ma in quel momento una voce imperiosa ordina di cessare subito le ostilità: la voce di Deathbird. I loro alleati kree si sono dimostrati preziosi ed ospitali, non è questo il modo di rispondere alla loro cortesia. I componenti della Guardia tacciono e si inchinano di fronte a lei. La sorella di Lilandra dunque si avvicina a Mar-Vell, domandando scusa per il comportamento irruente delle sue guardie del corpo. Per ripagare questo sgarbo sarebbe perciò molto felice di poter incontrare il comandante del Pama, ha importanti informazioni da riferirgli. Mar-Vell accetta di buon grado di accompagnarla. Stanza del comandante Zen-Pram: Deathbird narra che la sua nave era alla ricerca di un plotone che aveva oltrepassato senza autorizzazione ed assalito le rotte commerciali Shi'Ar. Mentre erano impegnati in questo inseguimento, l'armata skrull li aveva attaccati, probabilmente perchè rimasti isolati e lontani dalle rotte consuete. Ma quel che più conta è la razza cui apparteneva il plotone che aveva inizialmente attaccato gli Shi'Ar: la Covata. La rivelazione lascia per qualche istante tutti senza fiato. Poi Zen-Pram informa Deathbird che i danni alla sua nave sono stati riparati: la sorella di Lilandra e la Guardia Imperiale tornano perciò al loro vascello, non prima però che la reggente abbia ringraziato un'ultima volta Mar-Vell. La donna alata spera ardentemente che questa esperienza possa rivelarsi come il primo mattone di una solida alleanza tra i loro due popoli. Una volta usciti gli Shi'Ar, Yon-Rogg chiede al comandante del Pama come mai nessuno di loro sia stato informato del fatto che il settore Absolom fosse territorio della Covata. Zen-Pram risponde che non voleva demoralizzare l'equipaggio: la loro missione è altamente pericolosa e se l'ammiraglio Devros si è imbattuto nella Covata allora significa che è già morto. Tuttavia il Pama ha una missione da portare a termine e perciò riprende il suo viaggio, dopo essersi nuovamente occultato. Alcuni giorni dopo, l'astronave entra nell'orbita di un planetoide dall'atmosfera respirabile. Un'analisi geologica rivela tracce di metalli nativi dei pianeti kree e poco dopo, sullo schermo, viene inquadrata la nave semidistrutta di Devros, abbandonata in mezzo alla boscaglia. Accanto ad essa vi è una nave Acanti appartenente alla Covata. Il Pama atterra ed un piccolo contingente a bordo di una navetta guidato da Yon-Rogg si prepara ad esplorare il terreno circostante: per ogni evenienza ed assistenza medica anche Una viene aggregata al gruppo. Mentre i soldati cercano Devros, Yon-Rogg si apparta con Mar-Vell, invitandolo a guardarsi da Una: non è nient'altro che una mangiatrice di uomini. Ma l'eroe kree non presta ascolto a queste parole, che sa essere dettate dall'invidia. Ad un tratto il sistema di comunicazione della navetta si guasta improvvisamente, facendo perdere al contingente ogni contatto col Pama. Mar-Vell non ha quasi il tempo di esternare i suoi sospetti: immediatamente dalla boscaglia emergono dozzine di creature mostruose, gli alieni della Covata, che si lanciano contro i soldati kree. È stata un'imboscata in piena regola. Inizialmente gli uomini dell'Impero soffrono di fronte all'irruenza degli attacchi degli Schifoidi, ma quando Mar-Vell si getta nella battaglia con gran fervore le sorti paiono quantomeno riequilibrarsi. Lame d'acciaio e raggi energetici fanno a pezzi le mostruose creature, che però non cedono di un millimetro. Contemporaneamente, Yon-Rogg decide di sollevarsi in aria con la sua navetta: di fronte alle proteste di Una afferma che così avrà una migliore posizione per contrattaccare. Le sorti della battaglia si capovolgono bruscamente quando un potente raggio energetico viene sparato in mezzo ai soldati kree, gettandoli nello scompiglio. Mar-Vell si volta ad osservare il loro assalitore: è l'ammiraglio Devros, che li invita ad arrendersi. Pieno di rabbia, l'eroe kree si lancia contro di lui colpendolo con un violento pugno al volto: l'elmetto dell'ammiraglio viene sbalzato via, rivelando sotto di esso un volto mostruoso, non più umano, simile a quello degli alieni della Covata. Sconvolto da questa vista, Mar-Vell non si avvede di un attacco alle spalle da parte di uno Schifoide, che lo centra alla schiena col suo arto uncinato, facendo precipitare nell'oblio il capitano. L'ultima cosa che vede prima di perdere i sensi è Una che corre verso di lui. Quando riprende conoscenza, Mar-Vell si ritrova davanti il volto di uno Schifoide che gli sibila contro, mentre le sue braccia ed i suoi piedi sono bloccati in una materia viscosa che gli impedisce praticamente di muoversi. Accanto a lui vi sono Una, Yon-Rogg, Zen-Pram e tutti gli altri membri dell'equipaggio del Pama, prigionieri della Covata e del traditore della razza kree, l'ammiraglio Devros. Costui rivela il vero scopo della sua missione: il primo ministro Zarek lo aveva spedito nel settore Absolom per stabilire una testa di ponte militare in preparazione di una futura invasione. Ma la Suprema Intelligenza, in quanto tale, sapeva cosa e soprattutto chi avrebbe incontrato. La sua astronave era appena entrata nel settore che subito era stata attaccata dalla nave Acanti della Covata: con tenacia e abilità, Devros riuscì a sfuggire a lungo al suo inseguitore, atterrando infine su questo pianeta. Qui, lontani migliaia di anni luce da casa, lui ed il suo equipaggio divennero facile preda della Covata: ma invece che essere uccisi i membri dell'equipaggio funsero da corpi ospiti per una nuova generazione di Schifoidi, divenendo infine loro stessi a metamorfosi completata esseri della Covata. Un destino che Mar-Vell e gli altri kree presto condivideranno. Devros si scoprì terribilmente affascinato da questo processo di mutamento, così come la Regina Madre della Covata era affascinata da lui: le loro menti si fusero e l'ammiraglio scoprì nuove vie per far affermare i suoi ideali di conquista e di supremazia razziale. Per troppo tempo è rimasto cieco di fronte alla realtà, permettendo che la xenofobia limitasse i suoi punti di vista: la verità è che la razza kree è giunta ormai ad un vicolo cieco evolutivo e ha iniziato a fare affidamento ai suoi istinti più arroganti, più predatori. Ma presto le cose cambieranno: con gli embrioni della Covata Reale che sono dentro di lui, Devros ha sorpassato i confini dell'evoluzione, è divenuto la sintesi perfetta tra l'esperienza militare dei kree dalla pelle blu e la potenza fisica degli Schifoidi. È divenuto il Re della Covata, un dono che presto condividerà con gli altri suoi fratelli dalla pelle blu. Mentre per quanto riguarda i pelle rosa... diverranno gli schiavi di questa nuova razza. Nemmeno la Suprema Intelligenza poteva prevederlo, ha fatto male a sottovalutarlo. Nel sentire queste parole sprezzanti, questi discorsi arroganti, l'ira di Mar-Vell aumenta e con uno sforzo tremendo riesce a liberarsi dalla materia viscosa che lo teneva prigioniero. Si lancia poi dove la Covata ha riposto le armi dei kree e, afferrando due pistole laser, fa fuoco contro la Regina Madre, uccidendola sul colpo. Subito gli Schifoidi vanno incontro all'eroe, ma costui sovraccarica una delle pistole, facendola divenire una sorta di bomba a tempo, e la lancia in mezzo agli spietati alieni. L'esplosione è deflagrante e li uccide tutti. Mar-Vell dunque libera Una dalla materia viscosa e sta per fare la stessa cosa con Yon-Rogg quando improvvisamente altri Schifoidi giungono in soccorso dei loro simili: è rimasta un'unica opzione a Mar-Vell, per quanto poco confacente ad un soldato, fuggire. Così fa, caricandosi Una sulle proprie spalle: ci penseranno in seguito a liberare i loro compagni ed a curarli dalla letale mutazione. Uno Schifoide chiede a Devros se non sia il caso di inseguire i due fuggiaschi, ma il traditore della razza kree afferma che non c'è n'è alcun bisogno: presto sperimenteranno le stesse sensazioni che ha provato lui. Senza alcun mezzo per allontanarsi da questo pianeta, soli su un mondo a loro straniero, circondati e sovrastati da una forza ostile: e contemporaneamente la loro stessa fisiologia li sta tradendo, trasformandoli inesorabilmente in ciò che più odiano. Non hanno alcuna speranza.

Fabio Volino


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