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Avengers (1963) #001 Storia 01

Genere: Super-Heroes

Starring: AVENGERS

Titolo: The Coming Of The Avengers


Pagine: 22 | Forma: Storia classica

Script
Stan Lee
Pencils
Jack Kirby
Inks
Dick Ayers
Colors
Lettering




SINOSSI: Esiliato da Odino sull'Isola del Silenzio, Loki brama vendetta sul suo fratellastro Thor e decide di utilizzare come sua pedina Hulk. Con uno stratagemma fa sì che il pelleverde venga ingiustamente incolpato del tentato deragliamento di un treno e dirotta una chiamata della Brigata Giovanile guidata da Rick Jones, intesa per i Fantastici Quattro, nello studio del dr. Don Blake (identità umana di Thor). Casualmente la stessa chiamata viene udita anche da Iron Man, Ant-Man e Wasp ed i quattro eroi si presentano al cospetto della banda giovanile, che chiede loro aiuto per placare l'ira del gigante di giada. Thor è il primo a trovare Hulk, ma scopre ben presto che è solo un'immagine incorporea: capendo di essere stato ingannato da Loki, chiede ed ottiene da Odino il permesso di recarsi sull'Isola del Silenzio. Intanto Iron Man, Ant-Man e Wasp localizzano il pelleverde presso un circo: i loro tentativi di catturarlo risultano vani e Hulk si rifugia in una fabbrica di automobili. Nel frattempo, nonostante usi qualsiasi trucco magico, Loki viene sconfitto da Thor, che lo porta al cospetto degli altri eroi spiegando il suo malvagio piano. Loki prova a fuggire diventando radioattivo, ma con uno stratagemma Ant-Man lo imprigiona all'interno di una camera di piombo. Hank Pym e Janet Van Dyne propongono poi agli altri eroi di continuare la loro collaborazione: coi loro poteri combinati sarebbero un gruppo praticamente imbattibile. Tutti si dichiarano d'accordo: nascono così i Vendicatori. --- [Fabio Volino]

NOTE NARRATIVE: 1) I Vendicatori sono il terzo gruppo dell'era Marvel dopo i Fantastici Quattro (che hanno esordito nel 1961) e gli X-Men (il cui primo numero uscì solo pochi giorni prima di AVENGERS) 2) Diversamente dai precedenti, e seguendo l'esempio della Justice League della DC Comics, ogni personaggio godeva già di una testata personale. Thor compariva su JOURNEY INTO MYSTERY, Iron Man su TALES OF SUSPENSE, Ant-Man e Wasp su TALES TO ASTONISH. Unica eccezione Hulk, che pure aveva avuto una serie a suo nome durata solo sei numeri nel 1962 3) Altro particolare che differenzia i Vendicatori dagli altri gruppi Marvel: ci sono personalità eterogenee e per certi versi contrastanti. Un medico, un costruttore di armi, uno scienziato nucleare, un biochimico ed una frivola ereditiera. Inoltre non sono una famiglia come i Fantastici Quattro o un gruppo di studenti come gli X-Men e si riuniscono solo per affrontare minacce superumane. La cosa non sfuggirà a Stan Lee, ma soprattutto al suo successore Roy Thomas 4) Curiosità: diversamente da quanto accade di solito nei nr. 1, questo non vede l'esordio di nuovi personaggi. Caso ancora più raro se si considera l'epoca in cui venne pubblicato 5) Il nome del gruppo è proposto dall'unica donna del gruppo: Wasp 6) Il confronto con la Justice League è inevitabile ma, Thor a parte, la differenza è che gli eroi DC sono una metafora una similitudine con il Pantheon dei dei greco/romani - Giove, Nettuno, Mercurio, Athena - mentre i Vendicatori (Thor a parte) sono più legati all'uomo ed al suo genio, un inventore, un biologo ed esperto in robotica, uno scienziato nucleare 7) Non è possibile sapere quanto Stan Lee e Jack Kirby avessero programmato per l’immediato futuro dei neonati Avengers, ma è strano vedere come la continuity del team venne stravolta nell’arco di pochi episodi, con l’abbandono di Hulk già alla fine di “The Avengers #2” (Vol.1) e l’arrivo di Captain America in “The Avengers #4” (Vol.1); di certo si può dire però, che il debutto di “The Avengers #1” significò molto per la Marvel e per lo sviluppo futuro del suo universo narrativo e divenne il primo esempio di serie regolare in crossover permanente con le altre testate dei membri del team, e quindi terreno fertile dove Stan Lee poteva sperimentare trovate ed idee per la nascente inter-continuity della Casa delle Idee. 8) La prima apparizione assoluta di Loki (Laufeyson) nel Marvel Universe moderno si ebbe in “Journey Into Mystery #85” dell’ottobre 1962, nella terza avventura personale del Dio del Tuono, e fu creato da Stan Lee e dal fratello Larry Lieber con lo scopo di dare a Thor una degna nemesi frugando nel ricco pantheon degli Dei e delle leggende nordiche; in verità, la natura originaria di Loki, così come narrata nei culti scandinavi, non era propriamente quella immaginata da Lee ma bensì meno crudele e malvagia, una sorta di Dio burlone e ingannatore, privo di quell’odio viscerale nei confronti del fratello/fratellastro. Loki divenne in brevissimo tempo l’avversario ideale del Tonante, e i lettori lo identificarono subito come l’arcinemico con cui Thor avrebbe avuto a che fare per il resto della sua esistenza editoriale, anche grazie alla caratterizzazione che gli venne data e per la sua gelosia nei confronti del fratello e per l’odio celato per Odino, il padre putativo che preferiva il Dio del Tuono a lui. Le origini di Loki e il suo travagliato passato, sin dalla nascita, vennero raccontate in una storia in tre parti pubblicata in appendice a “Journey Into Mystery #112-114”, nella quale si fece luce sul vero padre del Dio dell’Inganno, il Gigante Laufey (che nelle leggende nordiche era in verità una donna), Re del Regno di Jotunheim che fu ucciso proprio da Odino, il quale poi si prese l’impegno di adottare e crescere il piccolo infante rimasto orfano; fu anche rivelato che a causa dell’aspetto umano di Loki (che non aveva le fattezze e le dimensioni del resto della sua stirpe), il piccolo era sempre stato tenuto nascosto dal padre che si vergognava per aver dato alla luce un figlio diverso dal resto dei Giganti di Jotunheim (da qui, forse, l’origine del senso di inferiorità e della sindrome di abbandono che pervade il personaggio). Va però annotato che esiste una versione di Loki molto più vecchia di quella che Stan Lee introdusse nel 1962 per il nascente Marvel Universe, in quanto un characters con lo stesso nome apparve già in “Venus #6-7” del 1949 (della Timely/Atlas), anche se in quell’occasione Loki venne presentato come una divinità dell’Olimpo greco e non del pantheon nordico, al pari di un precursore di Thor che apparve in “Venus #11” e “Venus #13” (nel 1951), e di cui però non vi fu più traccia negli anni successivi e alcun collegamento con gli omonimi personaggi creati da Stan Lee negli anni ’60. 9) Hulk e Iron Man ebbero modo di "conoscersi" già prima della nascita degli Avengers, come raccontatoci molto tempo dopo da Jeph Loeb sulla bella miniserie "Hulk: Gray" (del 2003), che conteneva una storia retrospettiva del Golia Verde (e una retcon sul primissimo periodo di vita del personaggio) ambientata qualche mese prima la nascita dei Vendicatori e nella quale appunto si rivelavano i retroscena inediti del primo incontro in assoluto tra Stark (nei panni di Iron Man) e l’alter-ego di Bruce Banner; in quell'occasione Iron Man fu sconfitto in maniera imbarazzante e praticamente ridicolizzato dalla potenza di Hulk, ma ovviamente Stan Lee non poteva immaginare tale evento raccontato dalla Marvel solo alcuni decenni dopo ed è per questo che a pagina 6 dell’albo Tony Stark fa capire di non aver ancora mai incontrato Hulk e di aver addirittura dubitato circa la sua reale esistenza. 10) Non è facile stabilire quanti anni siano trascorsi di preciso all’interno del Marvel Universe dalla nascita dei Vendicatori, prendendo in esame ovviamente il trascorrere del tempo Marvel, che come sappiamo è molto rallentato e dilungato a dismisura rispetto al normale trascorrere del tempo della nostra realtà… cronologicamente, è possibile affermare con una certa sicurezza che l’esordio degli Avengers sia avvenuto diversi mesi dopo la nascita dei Fantastici Quattro, narrata in “Fantastic Four #1” (Vol.1), e nel 2006, quando uscì “Civil War Files” (l’Handbook specifico del crossover “Civil War”), lo staff della Marvel incaricato di mettere ordine in oltre 40 anni di continuity determinò che dal viaggio di Reed Richards e compagni nello spazio erano passati oltre 10 anni. Quindi, tenendo buona tale indicazione ufficiale (che peraltro contrastava con quanto detto da altri autori in albi precedenti) si può affermare che tutte le storie dei Vendicatori pubblicate tra il 1963 e il 2006 siano in realtà avvenute in un arco di tempo di circa 10 anni (tempo del Marvel Universe, ovviamente). 11) Nel 1999, la Marvel diede alle stampe un one-shot intitolato "Avengers #1½: The Death-Trap of Doctor Doom!", in cui venne narrata un'avventura inedita dei Vendicatori che in cronologia si collocava nel gap temporale esistente tra "The Avengers #1" (Vol.1) e "The Avengers #2" (Vol.1) e nella quale per la prima volta Henry Pym utilizzò la sua nuova identità di Giant-Man assieme al resto del gruppo, grazie ad una variante delle "Pym-Particles" capaci di accrescere la sua statura oltre che diminuirla a dimensioni di insetto come era accaduto sino ad allora; il nuovo alter-ego di Pym esordì ufficialmente in "Tales to Astonish #49", giusto in tempo per la seconda avventura dei Vendicatori contro il Fantasma dello Spazio. 12) Ad un certo punto del racconto, Hulk riesce a trovare rifugio in un Circo, dove diviene un’attrazione con il nome di “Mechano” e viene creduto da tutti come un avanzatissimo Robot; in particolare, il Golia Verde viene a trovarsi al “Tiboldt Circus" di Maynard Tiboldt, alias il supercriminale illusionista (e ipnotizzatore) noto con il nome di Ringmaster, il quale era riuscito a rilevare il precedente “Keibler Circus" (in attività da moltissimi anni) facendone la sua base operativa… Sebbene Ringmaster non appaia nella storia e quindi lo si deve intendere come personaggio “fuori scena”, la rivelazione del nome del circo in cui Hulk veste i panni di Mechano la si deve ad un racconto retroattivo di Hawkeye pubblicato nel 2004 dalla Marvel, nel quale si scopre che negli stessi giorni in cui l’alter-ego di Banner si esibiva dinanzi al pubblico all’interno della struttura si aggirava anche il futuro Vendicatore Arciere, che all’epoca si esibiva nello spettacolo e si era trovato suo malgrado coinvolto nelle azioni criminose di Ringmaster e di altri membri del Circo. Da una ricostruzione di continuity solo indicativa, incrociando gli eventi di “The Avengers #1” (Vol.1) con quelli di “Hawkeye #7-8” (Vol.3), ovvero la storia di Occhio di Falco prima menzionata, si deve supporre che Hulk riesca a lavorare per diversi giorni al Circo Tiboldt prima di venire scoperto dai Vendicatori, in quanto nei giorni che intercorrono tra la fuga del Golia Verde e il suo ritrovamento da parte degli Avengers avverrebbe il confronto tra Clint Barton e Ringmaster, con l’eventuale arresto di quest’ultimo. Da segnalare che, una successiva apparizione del Circo, ritornato a chiamarsi nel frattempo “Keibler Circus" (dopo l’allontanamento di Maynard Tiboldt) avviene in “West Coast Avengers Annual #1”, quando i Vendicatori capitanati proprio da Hawkeye si troveranno a confronto con una delle tante incarnazioni dello Zodiaco. 13) L'apparizione fugace dei Fantastici Quattro all'interno dell'albo è il primo vero riferimento allargato al Marvel Universe inserito da Stan Lee e Jack Kirby per i Vendicatori, e la presenza di Reed Richards e compagni all’interno di “The Avengers #1” (Vol.1) andrebbe collocata prima di "Fantastic Four #20" (Vol.1) e poco dopo “Fantastic Four Annual #1”; inoltre, l’esordio degli Avengers avviene certamente a poca distanza di tempo dagli eventi narrati in “Fantastic Four #16” (Vol.1), quando Ant-Man si trovò ad aiutare i Fantastici Quattro contro il Dottor Destino. E’ comunque possibile arrivare a definire una collocazione cronologica più precisa della nascita dei Vendicatori analizzando il continuum narrativo anche dei singoli membri del team (le cui serie erano nate già da diverso tempo). 14) Hulk appare nell'albo alcuni mesi dopo la chiusura della sua prima miniserie, ovvero ad una certa distanza di tempo dagli eventi raccontati in "Incredible Hulk #6" (Vol.1), Iron Man invece appare nell'albo qui recensito poco dopo il racconto contenuto in "Tales of Suspense #44" (e forse anche dopo la prima parte di “Tales of Suspense #45”), mentre per Thor la nascita degli Avengers dovrebbe avvenire diverso tempo dopo quanto avvenuto in "Journey Into Mystery #96", ed infine Ant-Man e Wasp appaiono qui dopo la loro avventura raccontata in "Tales to Astonish #47". Da segnalare anche l'apparizione nel racconto di Odino (Odin), padre di Thor e patrigno di Loki, nonché Signore di Asgard, introdotto nel Marvel Universe nel corso di "Journey Into Mystery #85" (mentre le sue origini vennero narrate in "Journey Into Mystery #87"); durante il racconto qui recensito il Dio del Tuono fa ritorno al Reame Dorato dopo una assenza prolungata, e poiché l’ultimo incontro tra Odino e Thor era avvenuto in “Journey Into Mystery #95” si può asserire che “The Avengers #1” (Vol.1) avvenga a distanza di tempo da quella storia, e anche di “Journey Into Mystery #96” durante il quale il Tonante si era recato su Asgard per appurare che Loki fosse ancora prigioniero sull’Isola del Silenzio (il luogo dove era stato esiliato e in cui lo ritroviamo all’inizio della storia). 15) Annotazioni in merito alle modalità di scelta del membro leader del Team: nell’agosto 2007 la Marvel iniziò la pubblicazione di una serie antologica dei Vendicatori, chiamata “Avengers Classic”, il cui primo numero conteneva (oltre alla ristampa di “The Avengers #1”) anche un breve racconto di Dwayne McDuffie in cui fu narrato cosa accadde durante la seconda riunione ufficiale dei Vendicatori (dalla loro formazione) all'Avengers Mansion, avvenuta prima di "The Avengers #2" (Vol.1), nel quale venne rivelato a sorpresa che il primissimo leader del gruppo (“chairman”) fu Wasp e non Iron Man come di logica si era creduto sino ad allora; in effetti, l’autore di questa storia giustificò la scelta di eleggere Janet Van Dyne a capo del team perché era l’unico membro che non avrebbe causato risentimenti nel caso in cui avesse dato ordini a Thor, Hulk e allo stesso Iron Man, i quali evidentemente erano troppo orgogliosi all’epoca per poter accettare di sottostare ai richiami e alle direttive impartite dagli altri membri fondatori. La guida di Wasp comunque, era impensabile ai tempi in cui gli Avengers debuttarono, tanto che sulla cover di “The Avengers #1” il nome della supereroina non figurava, e nonostante la rivelazione di McDuffie dobbiamo supporre che il ruolo di leader di Janet fu perlopiù formale, visto che le scelte importanti (e i rapporti con gli apparati del Governo) erano appannaggio di Stark. In tutti i casi, il già citato ”Avengers Charter” (stilato e approvato pochissimo tempo dopo l’esordio dei Vendicatori contro Loki), stabilì una regola anche per la scelta del ruolo di chairman del team, che doveva avvenire all'interno delle periodiche riunioni (inizialmente mensili) e scelto a rotazione tra i membri del gruppo; quindi, in maniera democratica venne deciso che ognuno dei Vendicatori attivi poteva divenire leader arrivato il suo momento (e salvo rinuncia esplicita dell’interessato), e tale regola rimase più o meno inalterata per molti anni e con il succedersi delle formazioni, fino a quando si decise di modificare lo statuto e dare al leader il ruolo di chairman a tempo indeterminato. Va ricordato a tal riguardo che, non sempre il ruolo di chairman del gruppo coincideva con il ruolo di leader sul campo o durante le missioni ufficiali degli Avengers, ma essenzialmente con il ruolo di rappresentanza all’opinione pubblica, alla scelta dell’ordine del giorno nelle riunioni periodiche o nel disbrigo di pratiche burocratiche o di public-relations. 16) Un primo remake delle origini degli Avengers fu pubblicato dalla Marvel all'interno di "The Avengers #300" (nel febbraio 1989), in un mini-racconto di sole 7 pagine scritto da Ralph Macchio e Walt Simonson che però non aggiunse nulla alla storia originaria di Stan Lee e non rivelò alcun retroscena inedito. Cosa ben diversa da quanto invece accadde nel corso del 2010, quando la Casa delle Idee diede incarico a Joe Casey di rinarrare interamente gli accadimenti di “The Avengers #1” (Vol.1) e riscrivere le origini dei Vendicatori adattandole al nuovo millennio; questa volta, la miniserie “Avengers: The Origin” raccontò il debutto dei Vendicatori aggiungendo moltissimi dettagli e retroscena agli eventi originari, che vennero rivisti in ogni loro parte e resi più logici e realistici… in effetti, Casey non fece altro che riscrivere una storia che nel 1963 Stan Lee aveva proposto un po’ ingenuamente e in certi raccontato i modo goffo e poco credibile (forse una delle storie meno riuscite tra quelle di debutto degli Eroi del nascente Universo Marvel); nei cinque episodi della miniserie vennero approfonditi tutti gli accadimenti principali e ammodernato il contesto in cui si vennero ad incontrare gli Avengers nel covo della Teen Brigade (anch’essa profondamente rivista e trasformata in una gang di anarco-hackers attivisti), nonché resa più logica e plausibile l’interazione con Hulk e lo scontro finale con Loki, ed inoltre, con “Avengers: The Origin” venne fornita anche una nuova versione definitiva della nascita del gruppo, quando dopo la sconfitta del Dio dell’inganno i nostri decisero di unire le forze per dare vita ad un team di Eroi in grado di fronteggiare ogni tipo di minaccia per l’umanità. Per Joe Casey la miniserie fu un opera di completamento delle origini dei Vendicatori, ad integrazione di quanto aveva fatto nel 2005, quando per la Marvel aveva pubblicato la miniserie intitolata "Avengers: Earth's Mightiest Heroes" (di 8 numeri) nella quale si era cimentato a rinarrare le primissime storie del team (in pratica una sorta di "Year One" dei Vendicatori) con numerosi retroscena inediti, sequenze riviste e aggiornate e altre aggiunte e contenenti importanti tasselli di continuity; in particolare, nel primo episodio della miniserie venne mostrata una delle primissime riunioni del team all'indomani dello scontro con Loki, in cui venne tra l'altro discussa la bozza del cosiddetto "Avengers Charter", il documento ufficiale co-redatto da Tony Stark e dal Consiglio Nazionale della Sicurezza (National Security Council) con cui si intendeva regolamentare le attività del neonato gruppo di Eroi. In "Avengers: Earth's Mightiest Heroes #1" inoltre, fu fornita anche una chiave di lettura temporale degli eventi accaduti nelle prime due storie dei Vendicatori, e si fece intendere che tra la fine di "The Avengers #1" (Vol.1) e la fine di "The Avengers #2" trascorsero non meno di 3-4 settimane, e proprio nelle prime pagine di “The Avengers #2” (Vol.1) il Fantasma dello Spazio afferma di aver spiato di segreto i Vendicatori “per mesi” per cui è presumibile che dalla nascita degli Avengers all’arrivo dello Space Phantom sulla Terra siano trascorsi almeno 2 mesi. Infine, va anche ricordata una doppia storia edita dalla Marvel che in qualche modo andrebbe collegata agli eventi raccontati nell’albo qui recensito, e contenuta in “Rampaging Hulk #8-9” (del 1978), nella quale fu rivelato che i Vendicatori (Thor, Iron Man, Ant-Man e Wasp) si erano uniti per fronteggiare Hulk già prima del loro debutto ufficiale, ovvero che si erano ritrovati per combattere il Golia Verde cronologicamente prima di “The Avengers #1” (Vol.1); ovviamente tale storia, scritta da Doug Moench, è al momento considerata fuori-continuity e quindi collocata in un universo alternativo differente da quello ufficiale di “Earth-616” e per questo non inserita in cronologia e (per ora) mai più menzionata da altri autori. --- [Fabio Volino, Bruno Marcotulli, Stefano Madeddu e Terenzio Avantaggiato]

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